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ASSISTENZA LEGALE A SPESE DELLO STATO

Al fine di essere rappresentata in giudizio, sia per agire che per difendersi, la persona non abbiente può richiedere la nomina dell’Avvocato Giuseppe De Cristofaro e la sua assistenza a spese dello Stato, purché le sue pretese non risultino manifestamente infondate. L’istituto del patrocinio a spese dello Stato vale nell’ambito di un processo civile ed anche nelle procedure di volontaria giurisdizione (separazioni consensuali, divorzi congiunti, ecc.).

L’ammissione al gratuito patrocinio è valida per ogni grado del processo e per le procedure connesse. La stessa disciplina si applica anche nel processo amministrativo, contabile e tributario. Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore ad euro 11.493,82 (d.m. 16 gennaio 2018 in GU n. 49 del 28 febbraio 2018).

Se l'interessato convive con il coniuge, l’unito civilmente o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante. Si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi.

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apr18

18/04/2018

Protocollo del rito di famiglia del Tribunale di Bari

In data 17.4.2018 è stato sottoscritto il protocollo del processo civile – il rito di famiglia con il Presidente del Tribunale di Bari Protocollo processo civile-rito di famiglia

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09/04/2018

Patrocinio a spese dello Stato

Tenuto conto della variazione, accertata dall'Istituto nazionale di statistica, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatesi nel biennio precedente (1 luglio

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09/04/2018

Sfratto: il locatore può chiedere il risarcimento del danno al conduttore

Con la sentenza n. 2865 del 13 febbraio 2015 la Corte di Cassazione ha riconosciuto per il locatore, che abbia chiesto ed ottenuto la risoluzione anticipata del contratto di locazione per inadempimento